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Giovanni Nardoni e Lisa Colosimo presentano lo stage intensivo

 Il Fool Shakesperiano

 25 e 26 settembre 2010

al  Teatro Spazio Uno
Vicolo dei Panieri, 3 – Roma (zona Trastevere)

Rivolgendosi principalmente a danzatori, questo stage professionale mira alla ricerca del  difficile equilibrio tra gesto, espressione fisica ed interpretazione.

Il gruppo sarà chiamato a mettere in gioco la propria esperienza umana e professionale, confrontandosi con due celebri fools della commedia shakespeariana: Ariel de La Tempesta e Puck del Sogno di una notte di mezza estate. A ciascun partecipante verrà affidato lo studio di un monologo dell’uno o dell’altro personaggio e la realizzazione di una coreografia, su un brano musicale a scelta, da affiancare all’interpretazione del testo.

I personaggi saranno studiati a tutto tondo, tenendo conto soprattutto del loro ruolo all’interno delle opere di Shakespeare, mentre la realizzazione della performance finale sarà preceduta da uno studio tecnico relativo a dizione, impostazione della voce e prosodia.

Durata: 16 ore (8 al giorno)
Costo: € 250,00
Acconto: € 50,00  entro il 17 settembre 2010
Per prenotarsi: inviare il proprio curriculum a ego.messaggi@gmail.com 
Per ulteriori informazioni: Chiara Codino – Ufficio Promozione MEssaggi, tel. 333.99.60.729 oppure messaggi.me@gmail.com

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La Tempesta, di William Shalespeare – Il mago Prospero, legittimo Duca di Milano, è stato deposto dal geloso fratello Antonio e costretto all’esilio su un’isola insieme alla figlia Miranda, da ormai dodici anni.

Appena gli ripresenta l’occasione – il passaggio nei pressi dell’isola della nave di Antonio – Prospero organizza la sua vendetta: grazie alle sue arti magiche, scatena una tempesta che causa il naufragio della nave.

Ad aiutarlo nell’impresa, suo malgrado, c’è Ariel, uno spirito che egli ha liberato dall’albero dentro il quale era stato intrappolato dalla strega Sicorace. Quest’ultima, anche lei esiliata nell’isola anni prima ma ormai defunta – è madre dell’unico abitante dell’isola all’arrivo di Prospetro e Miranda: il mostro Calibano, che, provocato dall’avvenenza di Miranda, tenta di abusarne per generare con lei una nuova razza che popoli l’isola; per punirlo, Prospero lo rende suo schiavo. 

La tempesta causa appunto il naufragio della nave di Antonio, su cui viaggiano anche il re Alonso – amico di Antonio e suo compagno nella cospirazione conto Prospero – e suo figlio Ferdinando. I due vengono però separati dal naufragio, credendo ognuno che l’altro sia morto.

Nel frattempo, Calibano incappa in Stefano e Trinculo, due ubriaconi della ciurma, con cui roganizza una ribellione contro Prospero, che però fallisce.

Nonostante i tentativi di Prospero di controllare le vite degli abitanti dell’isola – proprio come un abile regista conduce i suoi attori sulla scena – la vicenda, grazie anche all’intervento di spiriti e divinità benevole, si conclude con il lieto fine: tra Ferdinando e Miranda nasce l’amore e il matrimonio tra i due sarà la causa della riconciliazione tra Antonio e Prospero nonché la rinuncia da parte di quest’ultimo alla magia.

 

Puoi vedere La tempesta, nella versione allestita dal laboratorio “7 x…” di quest’anno, per la regia di Giovanni Nardoni e Lisa Colosimo, al Teatro Spazio Uno (Vicolo dei Panieri, 3 – Roma), dal 23 al 27 giugno 2010 (ore 21.00).

Velia Cecchini produzione presenta

La Tempesta

di William Shakespeare

regia di Giovanni Nardoni e Lisa Colosimo

Teatro Spazio Uno
Vicolo dei Panieri, 3 – Roma

Dal 23 al 27 giugno 2010, ore 21.00

Nato dall’esperienza del laboratorio teatrale “7 x…”, condotto da Giovanni Nardoni e Lisa Colosimo, questo spettacolo presenta una versione de La Tempesta di Shakespeare fedele all’originale e allo stesso tempo innovativa.

La commedia – che nel 1611 segnò l’addio alle scene del celebre drammaturgo, simboleggiato dalla rinuncia alle arti magiche da parte del protagonista dell’opera – si presenta infatti sapientemente rinnovata in virtù di originali scelte di regia e dell’interpretazione di attori non professionisti ma molto preparati.

La traduzione e l’adattamento di Livia De Dominicis sposa le geniali soluzioni scenografiche di Emilia Di Stefano e Cristiano Paliotto che consentono la moltiplicazione dei punti di vista e le apparizioni improvvise di spiriti e divinità, attraverso nicchie luminose che squarciano il fondale nero.

A contribuire alla suggestiva atmosfera creata dalle scene, le musiche originali di Bernardo Cardini.

Riguardo a questo spettacolo puoi:

Dal 23 al 27 giugno 2010, il laboratorio “7 x…”, condotto da Giovanni Nardoni e Lisa Colosimo porta in scena La Tempesta di William Shakespeare (al Teatro Spazio Uno, Vicolo dei Panieri, 3 – Roma).

 Ecco come i protagonisti raccontano questa esperienza:

Cinque atti che racchiudono tutto il teatro shakespeariano. Un’opera metateatrale che con lungimiranza anticipa i problemi legati alla violenza coloniale, primo far tutti quello della perdita della lingua madre. Per dirlo con le parole di Caliban: “Mi avete insegnato a parlare come voi e quel che ne ho guadagnato è questo. Ora so maledire”!

(Sara Morelli – Miranda/Iris)

 

La Tempesta evoca, ammalia e risveglia… è un tuffo magico nella fitta trama dell’animo umano

(Emilia Di Stefano – Stefano)

 

La Tempesta scatenata da Prospero sconvolge alla radice le vite di tutti i personaggi. Dopo per nessuno di loro nulla sarà più come lo stesso. Sorprendentemente però è proprio Prospero ad avere il cambiamento più grande

(Giuseppe Arbia – Prospero /Alonso)

 

Notte e luce su un’isola di carta, scolpita nell’oscura madreperla del mare in tempesta. E noi, randagi e patetici dei ed eroi, evasi dalla scena, mendichiamo la libertà di essere della stessa materia di cui sono fatti i sogni

(Livia De Dominicis – Giunone)

 

Volo, ergo sum

(Emanuele Perrucci – Caliban)

 

La complessa e autobiografica sintesi di una coscienza artistica

(Giada Lo Russo – Trinculo)

 

L’uomo è sempre uguale all’uomo, dovunque egli sia… Nella ricchezza come nella miseria; nel passato e nel presente… nel potere… nel mondo o su un’isola deserta

(Tiziano Di Sora – Ariel)

 

La molteplicità di allusioni e simboli spaventa e gratifica chi si accinge a rappresentarla…

(Giuseppe Ciccone – Ferdinando)

 

Ti ho dato una casa nella mia stessa grotta. Ricchezza, povertà, servitù, più niente. Siamo della materia di cui son fatti i sogni e… ecco gli annunci e la denuncia dei nuovi tempi nell’eterna vacuità dell’uomo. Eterno, inarrivabile William!

(Beniamino Furcolo – Prospero/Gonzalo)

 

Quest’isola dove fantasia e realtà si fondono, dove il dolore è scacciato dalla saggezza

(Giorgia Rossi – Miranda/Iris)


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