EgoTeatro

I “7x…” raccontanto La Tempesta

Posted on: luglio 9, 2010

Dal 23 al 27 giugno 2010, il laboratorio “7 x…”, condotto da Giovanni Nardoni e Lisa Colosimo porta in scena La Tempesta di William Shakespeare (al Teatro Spazio Uno, Vicolo dei Panieri, 3 – Roma).

 Ecco come i protagonisti raccontano questa esperienza:

Cinque atti che racchiudono tutto il teatro shakespeariano. Un’opera metateatrale che con lungimiranza anticipa i problemi legati alla violenza coloniale, primo far tutti quello della perdita della lingua madre. Per dirlo con le parole di Caliban: “Mi avete insegnato a parlare come voi e quel che ne ho guadagnato è questo. Ora so maledire”!

(Sara Morelli – Miranda/Iris)

 

La Tempesta evoca, ammalia e risveglia… è un tuffo magico nella fitta trama dell’animo umano

(Emilia Di Stefano – Stefano)

 

La Tempesta scatenata da Prospero sconvolge alla radice le vite di tutti i personaggi. Dopo per nessuno di loro nulla sarà più come lo stesso. Sorprendentemente però è proprio Prospero ad avere il cambiamento più grande

(Giuseppe Arbia – Prospero /Alonso)

 

Notte e luce su un’isola di carta, scolpita nell’oscura madreperla del mare in tempesta. E noi, randagi e patetici dei ed eroi, evasi dalla scena, mendichiamo la libertà di essere della stessa materia di cui sono fatti i sogni

(Livia De Dominicis – Giunone)

 

Volo, ergo sum

(Emanuele Perrucci – Caliban)

 

La complessa e autobiografica sintesi di una coscienza artistica

(Giada Lo Russo – Trinculo)

 

L’uomo è sempre uguale all’uomo, dovunque egli sia… Nella ricchezza come nella miseria; nel passato e nel presente… nel potere… nel mondo o su un’isola deserta

(Tiziano Di Sora – Ariel)

 

La molteplicità di allusioni e simboli spaventa e gratifica chi si accinge a rappresentarla…

(Giuseppe Ciccone – Ferdinando)

 

Ti ho dato una casa nella mia stessa grotta. Ricchezza, povertà, servitù, più niente. Siamo della materia di cui son fatti i sogni e… ecco gli annunci e la denuncia dei nuovi tempi nell’eterna vacuità dell’uomo. Eterno, inarrivabile William!

(Beniamino Furcolo – Prospero/Gonzalo)

 

Quest’isola dove fantasia e realtà si fondono, dove il dolore è scacciato dalla saggezza

(Giorgia Rossi – Miranda/Iris)

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